
Vi racconto com'è che ho deciso di unirmi ai JUNGLE FEVER, alla
fine del '92.
Può sembrare una banalità, ma la chitarra è veramente
l'unico mezzo che mi consente di esprimermi fino in fondo. Stavo cercando
un posto dove i miei riff e i miei accordi strani potessero diventare delle
canzoni. Ho imparato dai vecchi bluesmen del delta, da pietre miliari della
chitarra come KEITH RICHARDS (che è in assoluto il mio preferito),
PETE TOWNSHEND, JIMMY PAGE, ERIC CLAPTON, e ho cercato di sviluppare uno
stile personale. Mi sono innamorato delle accordature aperte, perché
rappresentano un mondo diverso, un luogo dove puoi sperimentare e in cui
i suoni si realizzano diversamente. Quando ho saputo che Tiziano
(con cui sono amico da sempre) stava formando un nuovo gruppo, mi sono proposto
senza esitazioni perché sapevo che sarebbe stata una grande opportunità
per concretizzare tutte le cose che avevo in testa, tutte le canzoni che
fino a quel momento erano rimaste nel limbo della mia mente. Tiziano è
un batterista intelligente, sa sempre dove portare il pezzo e lo fa con
molta semplicità. Con Enrico ci siamo subito
capiti, sono bastate poche prove per intuire che il mio modo di suonare
avrebbe aiutato la sua voce ad esprimersi al meglio e che insieme avremmo
potuto scrivere delle buone cose.
Avere un gruppo è fantastico, significa sapere che c'è un
posto in cui accadono momenti irrepetibili per la tua vita, dove tu e altre
persone create quel qualcosa per voi e per chi ama ascoltarvi.
Così UNARAZZA sono diventati la mia casa, il mio posto dei sogni,
dove rivivono i miti del passato, dove tutti i personaggi che amo hanno
la possibilità di dire qualcosa (credo che i riferimenti e le citazioni
siano indispensabili). e finalmente la mia chitarra può essere significativa,
questa è la gioia più grande. Poter essere semplici ed efficaci,
ecco quello che mi affascina. Trasmettere qualcosa, indipendentemente da
ogni giudizio e da ogni critica.
Spero che il sogno rimanga intatto e spero che noi quattro abbiamo la costanza
di rimanere così impegnati, così legati dalla musica e dalle
parole. E spero che tutti voi possiate trovare un punto di contatto, perché
la nostra musica cresce.
CARLO DE BEI