RIVIERA DI PONENTE





La mitezza del clima
i giardini sul lungomare
di oleandri schizzati,
il vecchio cappotto cammello
nella sagoma d'ombra
che fugge il respiro affannoso
del renard che si morde
la coda; sapore stantio
come pane raffermo
nell'umidità di lontane
spoglie madie di olmo,
avanzi un po' sbocconcellati
del sogno senza sonno
in hall vellutate e deserte
nelle quali garçons
non porgono più bigliettini.
Nell'oblio volontario
di café dai banchi rifatti
di vedute del luogo
fra la neve del sottovuoto
delle effigi del santo
su dei serramanici a molla.
La stanchezza che ferma
non basta a panchine ordinate
tra le file di palme
che hanno mesti sguardi abbassati
sotto ciglia di albino
nei punti battuti dal vento.
Il cappello calato
sugli occhi, lo sguardo lontano
nell'eterno futuro
il piede appoggiato alla roccia
nella posa da monumento;
condottiero delle alabarde
di un cancello serrato
dall'ossido, è tardi, ti
resta da conquistare
soltanto una sera scontata
senza gloria, in questa guerra
alla televisione,
un gioco davanti al computer
che non fa più paura.




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