LAGUNA VENETA
Fuori posto, come souvenirs
nei negozi deserti:
nelle piccole piazze
la luce è un trapezio negli angoli
di pulviscolo chiaro,
per le strade di pietra
cercando parole già dette
fra le scritte sui muri
- nelle crepe soltanto sorrisi
di bavutte passate -
lungo lucide calli di salso
un vomero freddo, la luce
apre un solco fra i gatti
all'acqua che ferma lo sguardo
- un velo che copre la melma -
nei sottoportici, accanto
al dormire agitato
di barche dal fondo disfatto,
nel buio riflesso dell'acqua.
Questo lento e continuo morire
sembra quasi una vita.
Al varco la voglia improvvisa
di scoprirsi lontano
da ciò di cui manca l'amore
fa di un remo nel buio
la picca che impugna uno spettro
- forse un mucchio di reti -
invano un sussulto
ostenta paure che il cuore
già da tempo ha perduto:
solo pochi gradini
per chinarsi sull'acqua
e coprirsi la faccia di fango.
Aurora
Villeggianti d'inverno
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